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24 febbraio 2012 5 24 /02 /febbraio /2012 15:55

Arredamento-Moderno.jpgCreare uno stile d’arredo moderno per il tuo esercizio commerciale vuol dire riuscire a dar vita ad uno spazio ispirato dal vivere odierno e alla tecnologia: contemporaneità, semplicità, comodità, bellezza, estetica.
In linea con l’innovazione e il progresso tecnologico, che sia un arredamento negozi di calzature o un negozio di abbigliamento, una gioielleria, ma anche per l'arredamento di panifici o per un ristorante o per un bar, il locale sarà in grado di scintillare in un fulgido tripudio di laccati lucidi e opachi, conditi con serigrafie, pieno di superfici in acciaio, Corian o in Silestone per imprimere un particolare tipo di sigillo al tuo arredo contract che include pezzi della tua personalità.
Gli interior designers lo sanno che la contaminazione nello stile moderno è regola: ecco allora che avremo il cemento e le resine per i pavimenti, le piastrelle in gres o l'intonaco da colorare a piacimento secondo l'atmosfera, calda ed energetica o fredda e rilassante, che vogliamo donare al nostro negozio o locale, grazie anche all'utilizzo sapiente e molto importante di lampade e lampadari, fari e faretti opportunamente posizionati.
I colori dell'arredo? Bianco e nero per esempio, che fa tanto minimal! Provare per credere, come si diceva nelle pubblicità anni '60, per far diventare up-to-date ogni particolare del vostro arredamento contract!

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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 08:57

Letti in ferro battuto

I modelli di letti in ferro battuto oggi soddisfano tutti i gusti. Si passa dai "classici", alle linee piu' moderne, mininal in grado di adattarsi a qualsiasi stile di arredamento quindi non piu' solo ad una camera classica ma ad una camera decisamente moderna e di tendenza.
Oggi risultano estremamente importanti e gradevoli anche le varianti dei  colori  e le varianti delle finiture: dalle novità rosso cotto grossetano, rosso portofino, verde scavo, melange, azzurro lapislazzuli, blu memphis ai classici nero opaco con oro, nero argento, nero rame, effetto ruggine, grafite e tantissimi altri colori disponibili delle varie ditte.
I letti classici in ferro battuto sono quelli che rispettano la tradizione, ma nonostante le origini lontane di questo sapere artigiano,la storia  ha saputo coniugare l’abilità nel lavorare il ferro battuto con uno spiccato buon gusto e una particolare attenzione agli stili di arredo più moderni. Ecco perchè oggi questo particolare stile si integra ovunque. Collezioni per tutti i gusti, non solo letti matrimoniali ma anche singoli e da una piazza e mezza anche  moderni che brillano  per design, qualità dei materiale e delle finiture, flessibilità. I diversi modelli sono disponibili  con e senza pediera, in svariate finiture di ferro battuto, con e senza box contenitore, anche con tessuti come mantovana e cuscini a scelta.
Tutti belli indubbiamente, ma particolarmente degni di menzione il letto a baldacchino in ferro battuto ed i vari modelli  con i pannelli poggia-schiena montati alla testiera. Si tratta di letti infatti dove il "particolare" ancora fa la differenza.
Vari sono anche i materiali che si trovano in commercio con cui vengono realizzati i vari modelli:letti realizzati in ferro, ferro battuto, ferro tagliato al laser, ferro battuto e forgiato, e presentano inserti in legno, midollino, fusione d'alluminio ed ottone brunito. Ovviamente non mancano i vari modelli di letti con contenitore per far fronte alle diverse esigenze.

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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 09:57

MontascaleIl problema delle barriere architettoniche, tanto più sentito da quelle persone la cui capacità motoria o sensoriale è limitata, può essere risolto anzitutto educando la società, poiché la rimozione delle barriere culturali deve precedere e andare poi di pari passo con l’abbattimento di quelle ambientali.

Fondamentale è, inoltre, la pianificazione urbanistica degli edifici per cui si necessitano impianti montascale per l'accesso e degli spazi pubblici rispetto a quelle norme previste per assicurare una vita confortevole e indipendente alle persone, dai montascale per carrozzine agli scivoli agli accessi non molto stretti, ecc...

L’articolo 82 del Testo Unico dell’Edilizia regolamenta l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche degli edifici pubblici o di quelli privati aperti al pubblico. Il punto sei recita: “Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l’utilizzazione dell’opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inagibili”.

Montascale con PedanaIl Decreto Ministeriale 236/89 individua tre livelli qualitativi dello spazio che la progettazione urbanistica deve preservare:

- Accessibilità, ovvero l’opportunità per le persone con ridotta capacità motoria o sensoriale di accedere agevolmente ad un edificio e alle singole parti di esso, in maniera sicura e autonoma;

- Visitabilità, ovvero la possibilità per coloro che hanno ridotta capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione, ovvero luoghi di soggiorno, di lavoro, di servizio ed incontro;

- Adattabilità, ossia la possibilità di modificare, anche successivamente alla costruzione, uno spazio a costi limitati, al fine di renderlo fruibile agevolmente e nella sua completezza anche da parte delle persone disabili.

Per maggiori info:
http://www.montascale.info/richiesta-contributi.php

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11 luglio 2011 1 11 /07 /luglio /2011 08:56

 

I montascale per disabili offrono un impareggiabile sostituto del più tradizionale ascensore, procedendo a un movimento graduale senza scossoni e manovrabile secondo un telecomando oppure mediante le pulsantiere disposte ai lati della scala. 

montascale-scoiattolo.jpg montascale-a-cingoli.jpg
I montascale per disabili propongono sia la salita che la discesa, convenendo per un allestimento all’interno oppure all’esterno dell’abitazione. 

Data la versatilità dello strumento i montascale per disabili possono essere utilizzati anche per particolari carichi, proponendosi come una vera e propria pedana mobile, ed è rivolta inoltre a soggetti anziani e a persone che soffrono di momentanee inabilità locomotorie. 

Per ciascuna di esse è prevista l’opzione anticaduta, che propone l’apposizione di braccioli e barre di protezione, inoltre sono presenti bandelle e scivoli ribaltabili che consentono l’accesso al sedile. I montascale per disabili godono delle agevolazioni previste per i mezzi di deambulazione e sollevamento, agguantando una detrazione sull’IVA applicata ai costi pari a un 4%.

Per maggiori informazioni
MONTASCALE PER DISABILI
http://www.montascale-per-disabili.it

 

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14 febbraio 2011 1 14 /02 /febbraio /2011 15:34

Karim Rashid ha realizzato le scrivanie da ufficio Zero&Uno di Della Rovere, l’azienda pesarese leader nel panorama italiano ed internazionale di mobili per ufficio.

scrivania_ufficio.jpg

 

Zero&Uno, rappresentano, secondo gli intenti dei realizzatori, l’espressione  concreta del cambiamento nell’arredo ufficio proponendosi con materiali innovativi rispetto a questo settore.
La scrivania da ufficio Zero è realizzata con resina termoindurente e rinforzata con fibre di vetro, mentre Uno con poliuretano ad alta densità.

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7 febbraio 2011 1 07 /02 /febbraio /2011 16:08

L'armadio del monolocale o del miniappartamento deve essere uni­co e molto capiente perché serve per contenere contemporaneamente i vestiti della stagione fredda e di quella calda, la biancheria da letto, da bagno e da tavola, gli oggetti per la pulizia e il rigoverno della casa quali scopa, straccio, aspirapolvere, asse da stiro e stendino per la bian­cheria, nonché tutti i prodotti per la pulizia. L'armadio e anche guarda­roba.

 

Per dimensionare correttamente l'armadio bisogna tare alcune con­siderazioni sulle dotazioni minime degli utenti, della biancheria neces­saria per la casa, dello spazio che occupano e quale posizione è preferibile che occupino:

  • giacche, camicie, abiti e cappotti appesi necessitano di una pro­fondità di cm 55-60;
  • la biancheria piegata può stare tranquillamente in armadi profon­di cm 45;
  • le scarpe possono essere riposte in scarpiere anche molto sottili di cm 20-25.

Differenziando in questa maniera gli armadi si riesce a guadagnare molto spazio e a sfruttare molte nicchie e angoli della casa.

La capienza approssimativa dell'armadio di una coppia deve preve­dere spazio per contenere almeno:

Per lui:

2 completi estivi completi invernali

1 giacca sportiva

2 paia di pantaloni sportivi

1 cappotto

1 impermeabile

1 giaccone sportivo

6 pigiami

15 camicie

6 maglie di lana/cotone

12 magliette

12 mutande

10 fazzoletti

6 paia di calze

1 cappello invernale

1 paio di guanti

2 sciarpe

8 cravatte

6 paia di scarpe

 

Per lei:
1 tailleur

5 abiti

3 abiti da sera
4 gonne/pantaloni

6 camicie

3 gonna/pantalone sportivo

6 magliette

6 maglie di lana/cotone

1 cappotto

1 soprabito

1 impermeabile

8 mutande

6 reggisene

6 pigiami/camicie da notte

10 paia di calze
1 paio di guanti
10 fazzoletti

4 foulards/sciarpe

12 paia di scarpe

 

Per la casa:

4 paia di lenzuola

8 federe

1 piumino

2 copripiumini

2 copriletti

2 coperte asciugamani grandi

3 asciugamani medi

3 asciugamani piccoli

3 tovaglie

18 tovaglioli

6 strofinacci da cucina

3 tappetini da bagno

 

Naturalmente questo elenco è molto generico e ciascuno lo deve ri­vedere a seconda delle proprie esigenze.

Un altro metodo per guadagnare spazio nell'armadio è quello di non inserire cassetti all'interno delle ante, perdendo preziosi centimetri fra la struttura delle ante e quella del cassetto, ma lasciandoli esterni, addi­rittura come mobile a parte profondo appena una cinquantina di centi-metri.

 

Soffermandoci ad una considerazione del tutto generale si può ipo­tizzare che per una coppia che vive in un miniappartamento un armadio formato da tre moduli da m 1 ciascuno e un comò siano sufficienti per ricoverare, oltre ai vestiti personali, anche la biancheria per la casa e il necessario per la pulizia della casa, l'asse e il ferro da stiro e lo stendine; nella parte alta dell'armadio o sopra di esso possono essere collocate le valigie o le scatole con il cambio di stagione.

Se poi si dispone di una parete di almeno m 4 si può inserire un ulteriore modulo per l'angolo computer ottenendo una soluzione molto compatta e ordinata.

Per rendere meno incombente la presenza dell'armadio si sconsiglia l'uso del legno a vista, optando invece per colori chiari con inserti a specchio o in vetro, profili metallici o in legno.

Il miglior modo per sfruttare la parete in cui è posizionato l'armadio è quello di arrivare fino al soffitto, questo fa scomparire il volume del­l'armadio come se si trattasse di una parete della stanza.

 

Se si ha poco spazio per l'apertura delle ante nella parte antistante l'armadio si possono scegliere ante scorrevoli o a libro che offrono un notevole risparmio di spazio a fronte di una minore tenuta alla polvere e dell'impossibilità di inserire specchi, porta cravatte o porta foulards all'interno dell'anta stessa.

Molto pratiche, ma purtroppo richiedono molto spazio, sono le cabi­ ne armadio.

Questi volumi si inseriscono ottimamente in stan/e lunghe e strette, dove non si può posizionare l'armadio di fronte al letto.

Richiedono più spazio di un armadio tradizionale perché, oltre al volume necessario per il ricovero dei vestiti, includono anche quello per la sosta della persona all'interno.

 

La forma che maggiormente sfrutta lo spazio è quella quadrata che misura cm 180 per lato: al centro la porta, a destra e sinistre le mensole e i tubi per l'appenderia e in faccia alla porta la scarpiera.

Questa forma cubica, però, rischia di inserirsi male in una stanza rettangolare, meglio se ricavata sfruttando spazi morti in pianta lascian­do intatta la regolarità della camera.

Una piacevole e armoniosa soluzione per inserire armadi senza ren­derli una presenza incombente nella camera è quella di realizzare arma­di a muro.

Essi possono essere: semplici, eioè profondi cm 60 come un arma­ dio tradizionale; doppi, cioè profondi cm 90; o sottili, profondi appena cm 40, per il ricovero della biancheria piegata.

Gli armadi a muro doppi prevedono una parte a mensole o ad appenderla fissa nella zona più profonda della nicchia e una robusta anta attrezzata a mensole profonda una trentina di centimetri per la biancheria piegata; questa soluzione offre un'ottimale sfruttamento del­lo spazio, se si dispone di profondità sufficienti, ma bisogna avere l'at­tenzione di far realizzare l'anta con cerniere molto robuste o con una rotellina nella parte di maggiore sforzo.

 

Se la nicchia a disposizione per l'armadio a muro è profonda sola­mente cm 60 se ne può organizzare una parte ad appenderla e l'altra a mensole profonde cm 30 contro il muro e altrettanto sull'anta: ciò con­sente di sfruttare il piano d'appoggio meglio di uno singolo profondo cm 60, su cui si è costretti a disporre la biancheria in doppia fila con evidente scomodità d'accesso.

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31 gennaio 2011 1 31 /01 /gennaio /2011 16:06

Un terzo della nostra giornata lo trascorriamo a letto quindi, anche se in un miniappartamento bisogna fare molti sacrifici, sulla scelta del letto e la sua comodità bisogna soffermarsi con particolare attenzione.

Un buon letto è composto di materiali di alta qualità e la qualità ha il suo prezzo. Mentre su altri elementi dell'arredamento si può risparmia­re o aspettare a comprarli, il letto è una delle prime cose da scegliere e su cui investire.

Un buon letto deve essere composto da un robusto telaio che sorreg­ga le doghe, una spalliera che protegga la parete e soprattutto un buon materasso.

 

Sul materasso si sono fatte molte teorie; oggi gli ortopedici consi­gliano un sostegno per il materasso abbastanza rigido, come le doghe, accoppiato a un materasso morbido, che si adatti alla forma del nostro corpo sia supino sia su un fianco mantenendo la spina dorsale il più possibile orizzontale.

Per rispondere a queste caratteristiche si trovano in commercio ma­terassi ortopedici a molle più o meno elastiche, con lato estivo e lato invernale oppure i recenti fouton, di provenienza orientale, tutti in ma­teriale naturale, anti-acaro e anatomici. La scelta del materasso è molto personale e va ponderata accuratamente provando e confrontando più volte i vari modelli.

Per quanto riguarda la scelta della struttura del letto, una volta verificatane la robustezza, si tratta di individuare il modello che si accom­pagna meglio all'arredamento della camera da letto.

 

In un miniappartamento anche la camera da letto avrà dimensioni contenute e ciò esclude tutti i modelli molto voluminosi con profonde testate, larghi comodini che occupino, con minimaliste mensoline, inte­re e preziose pareti, letti di tipo giapponese bassi e con larghi bordi attorno che, data l'esiguità dello spazio, possono essere motivo di in­tralcio e causa di piccoli incidenti domestici.

La scelta ricadrà piuttosto su letti compatti e dotati di preziosi conte­ nitori per le coperte e i piumoni.

 

I letti più contenuti che ci sono in commercio sono quelli con la struttura in ferro battuto, ottimi se si ha a disposizione poco spazio per fronteggiare letto e armadio, la soluzione migliore per la camera da let­to. I letti con struttura in ferro arrivano ad essere lunghi appena m 2, il che significa riuscire a posizionare l'armadio di fronte al letto avendo a disposizione appena m 3,10 (m 2 per il letto, m 0,60 per l'armadio e m 0,50 per il passaggio); in tal caso si sconsiglia la pedata alta: rendereb­be ancora più angusto il passaggio fra armadio e letto e poco pratico l'appoggio dei vestiti sul letto prima di ricoverarli nell'armadio e vice­versa.

II letto in ferro induce a pensare ad un arredamento un po' country o, se in ottone, in stile finto antico; al contrario si trovano in commercio modelli molto moderni in ferro o alluminio satinato, con stilizzati bal­dacchini e forme lineari adatti per essere inseriti in camere da letto dal­l'aspetto pratico e semplice.

 

Molto utilizzati sono i letti imbottiti, con cassone sotto il materasso; bisogna avere l'accortezza di vcrificare che il sistema di apertura sia effettivamente comodo e non richieda sforzi e che lo spazio sottostante sia reale e non fittizio di pochi centimctri. In genere i letti imbottiti sono lunghi almeno m 2,10-2,20, dipende da quanto spa/io occupa la testata.

Se si ha poco spazio si può sostituire la tradizionale testala con un tessuto appeso ad un bastone (in molti modelli di letto è già previsto).

Ci sono poi letti con struttura lignea, molto robusti, accessoriati con voluminosi cassetti nella parte sottostante; a differenza dei letti imbotti­ti con cassone sotto il materasso, i cassetti non necessitano di sollevare il materasso per accedervi e, aspetto da non sottovalutare, non si riem­piono della polvere prodotta dallo sfregamento del materasso sulle doghe, anche se si interpone un coprirete.

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19 gennaio 2011 3 19 /01 /gennaio /2011 16:03

In un miniappartamento non si può avere un locale adibito a studio, ma ormai il computer è diventato un elettrodomestico indispensabile in casa e necessita anch'esso di una sua collocazione.

Si può pensare di ricavare un angolo studio o in soggiorno o in ca­mera, a seconda della disponibilità di spazio di ciascun locale, oppure anche all'ingresso, se sufficientemente ampio, visto che il computer non necessita di luce naturale per lavorarvi, che anzi può creare fastidiosi riflessi sullo schermo, inoltre il momento della giornata cui ci si può dedicare è la sera o la notte quando è comunque buio.

 

In commercio esiste una scelta ampissima di mobiletti che in pochissimo spazio sono in grado di contenere computer, stampante, scanner e ogni altro accessorio necessario. La tecnologia dei prodotti informatici ha ridotto poi notevolmente lo spazio necessario per questo tipo di macchine riducendolo a poche decine di centimctri.

Per una buona postazione pc non serve tanto spazio ma servono tan­ ti punti di appoggio.

L'angolo computer può essere inserito all'interno del mobile del sog­ giorno, di quello dell'ingresso oppure di quello della camera da letto oppure essere un mobiletto indipendente chiuso o a vista da inserire in una nicchia o in un angolo sempre del soggiorno, della camera o del­l'ingresso.

 

Se si vuole davvero risparmiare spazio si può utilizzare uno schermo al plasma abbinato ad un pc che abbia inserita anche la scheda tv, e sostituire il tradizionale televisore con una oggetto che contenga en­trambe le funzioni; naturalmente esso andrà collocato nel mobile del soggiorno oppure in camera da letto, come secondo televisore, in una posizione visibile dal letto ma anche comoda per lavoraci.

L'angolo studio può essere ricavato in soggiorno sulla parete che ospita l'armadi o/libreria per tv e hi-fi; questa parete è già attrezzata con tutte le prese necessarie per allacciare un pc, anche se e sempre consigliabile l'uso di una ciabatta con interruttore per proteggere le apparecchiature elettroniche dalle scariche atmosferiche e dai cali di tensione.

Con un semplice divisorio in cartongesso si può ricavare una nic­ chia anche di soli 80 cm di larghezza e di almeno 40 cm di profondità, sufficiente per pc portatili o con schermo al plasma, riducendo di poco lo spazio destinato al mobile del soggiorno. Sfruttando la spalletta in cartongesso e la parete perpendicolare a quella dove è addossato il mo­bile del soggiorno, si può montare una piccola anta a libro che chiuda l'angolo quando non è utilizzato.

 

Non è necessario che la spalletta in cartongesso arrivi fino al soffit­ to, bastano un paio di metri in altezza; in questa maniera la parte sopra la nicchia pc può essere organizzata con mensole in continuità con la parte superiore del mobile soggiorno, rendendo l'insieme un tutto ar­monico.

Il piano di lavoro, poco profondo, può essere dotato di un sottopiano estraibile su cui poggiare tastiera e mouse.

La sedia pieghevole dell'angolo studio può essere appesa orizzon- talmente sotto il piano di lavoro, dove trova anche posto una piccola cassettiera su ruote e un piccolo cestino che, quando ci si siede al com­puter, vengono estratti e posizionati nelle immediate vicinanze.

Questo sistema per ricavare una nicchia per il pc può essere applica­to in camera da letto, utilizzando un modulo lungo almeno cm 90 del­ l'armadio guardaroba; oppure, se c'è abbastanza spazio, si può utilizza­re parte dell'armadio dei cappotti all'ingresso o una nicchia naturale fra due pilastri in corridoio.

In fase di progettazione dell'impianto elettrico sarà bene provvedere in corrispondenza di questa porzione di armadio le prese di corrente, telefono, rete e tv necessarie per il pc.

 

Se non ci si vuole vincolare con la realizzazione di tramezzi in cartongesso, ante scorrevoli o a libro che mascherino la zona studio si può scegliere uno dei numerosissimi mobiletti per computer free-standing su rotelle che si trovano in commercio, dalle dimensioni e caratteristi­che idonee alle nostre esigenze di spazio e di prestazioni.

Carrelli e piani con ruote sono infatti molto pratici quando non si utilizza una stanza come studio, perché permettono di portare il compu­ter dove serve senza disturbare chi sta dormendo o chi guarda la tv.

 

Le loro dimensioni sono davvero contenute: un miniscaffale su ro­telle con piano di lavoro, due piani bassi per appoggiare la tower del pc e la stampante, una mensola per i ed e uno schienale portaoggetti, dal design accattivante, misura poco più di un metro di larghezza, settanta centimetri di profondità e un metro e mezzo di altezza, molto pratico soprattutto se si trova il modo di appendere, dietro lo schienale, una sottilissima sedia pieghevole.

Ci sono poi svariati modelli di tavoli su ruote a più piani sovrapposti, fissi o estraibili per tastiera e mouse lunghi ottanta centimetri, profondi appena cinquanta e alti poco più di ottanta centimetri idonei per poter collocare il monitor in posizione sopraelevata rispetto al piano di mouse e tastiera; questi tavoli su ruote possono presentarsi con piani a giorno oppure dotati di un'anta in legno che nasconda la parte sottostante il piano estraibile di tastiera e mouse.

 

Molto intelligenti ed ergonomici sono poi i piani in cristallo con porta- video, posizionato al di sotto del piano trasparente, e tastiera e mouse su apposito piano estraibile; in questa maniera si possono utilizzare an­che schermi a tubo catodico, molto voluminosi, con notevole risparmio di spazio e con una soluzione dall'elevato contenuto estetico.

Tutti questi tipi di scrivanie e carrelli porta computer sono dotati di ripiani e accessori differenziati e regolabili per poter contenere i diversi componenti del computer.

Un'ottima posizione per collocare il pc, soprattutto se fisso e con schermo a tubo catodico, è ad angolo; tagliando in diagonale l'angolo della camera si ricava una porzione centrale con maggiore profondità in cui può essere inserito il voluminoso monitor.

Ci sono poi piani e carrelli di forma triangolare progettati appositamente per essere inseriti negli angoli, anch'essi accessoriati di supporti e piani scorrevoli e di tutti gli optional per un ottimale utilizzo come postazione pc.

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13 gennaio 2011 4 13 /01 /gennaio /2011 16:01

Se poi si vuole sottolineare maggiormente l'angolo conversazione si può inserire un tappeto, uno solo, della dimensione adatta che abbracci sia il divano sia il pulì" o la poltrona, ma che non interferisca con la zona di passaggio, ciò potrebbe portare ad una prematura usura di una parte del tappeto.

Il tappeto è un elemento che non incontra il gusto di tutti: alcuni lo considerano un intralcio, una fonte di sporco e un oggetto solo da puli­re, altri, al contrario, lo ritengono un elemento che crea calore ed acco­glienza senza il quale il soggiorno avrebbe un aspetto freddo e incom­pleto.

 

Nel caso in cui si scelga di completare l'arredamento con un tap­peto, esso deve essere un pezzo unico, accuratamente studiato in ar­ monia con lo stile dell'arredamento, sia che si tratti di un tappeto moderno o antico, a disegno geometrico o floreale, a pelo raso o lungo; oppure si può optare per una fantasia totalmente neutra che metta in risalto, anziché in concorrenza, gli altri pezzi dell'arreda­mento.

Bisogna tener presente che nel nostro piccolo soggiorno abbiamo già parecchi oggetti da mettere in relazione fra loro: il tavolo e le se­die, i divani, la poltrona, i cuscini, il puff, la libreria, il tappeto e le tende.

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7 gennaio 2011 5 07 /01 /gennaio /2011 11:50

Le comuni lampade a incandescenza sono costituite da un sottile filamento al tungsteno racchiuso in un bulbo di vetro sotto vuoto; la corrente elettrica, attraversando il filamento, lo rende incandescente e produce luce e calore.
Con questa tecnologia vengono realizzate dalle lampadine più piccole per modellismo a quelle per i riflettori che illuminano interi edifici e monumenti.
 Anche il sistema di ancoraggio al porta-lampada varia a seconda del modello di lampadina: può essere a vite, a baionetta, a testa di martello, a pioli o con incastri assiali. Il sistema di ancoraggio è quello che garantisce il contatto elettrico: migliore è l'ancoraggio, minori saranno le vibrazioni impercettibili della luce; l'ancoraggio a vite è quello che garantisce il migliore contatto elettrico.

  • Le lampadine chiare sono quelle di uso comune; la loro corretta
 applicazione è con lampade con diffusore schermato o in posi
zione impedita alla vista per non mettere in contatto visivo diret
to il filamento incandescente e l'occhio e generare una fastidiosa
sensazione di abbagliamento.
  • Le lampade "periate" sono in tutto identiche a quelle chiare ma
 presentano una smerigliatura del vetro del bulbo che migliora la
diffusione della luce e contiene leggermente l'effetto indesidera
to dell'abbagliamento.
  • Le lampade opaline o silicee sono quelle che all'interno si pre
sentano bianche e hanno un'ottima qualità della luce e anche l'ef
fetto di abbagliamento è notevolmente ridotto.
  • Le lampade a calotta argentata hanno dimensioni superiori a quelle
 normali chiare perché raggiungono un diametro di cm 12; costi
tuiscono un lume anche da sole. La luminanza è notevolmente
ridotta dal suo grande volume con notevole diminuzione dell'ef
fetto di abbagliamento.
  • Le lampade con calotta interna argentata oscurano alla vista fron
tale il filamento incandescente e riflettono la luce contro la parete
 creando un effetto di illuminazione indiretta. Sono utilizzate so
prattutto per F illuminazione e la valorizzazione di un oggetto o
un particolare preciso.
  • Ci sono lampade che posseggono un riflettore o uno specchio  incorporato costituito da una particolare argentatura nella porzione interna del bulbo in prossimità del supporto. Il bulbo ha una speciale forma parabolica che, unita all'argentatura, rende il flus so luminoso concentrato e direzionale. E idonea per l'illumina-zionc puntuale e può avere due tipi di fasci luminosi: il fascio più ampio consente un'illuminazione direzionale e uniforme e il fa scio più stretto un'illuminazione intensiva e concentrata su una piccola superficie.
  • Analoghe alle lampadine appena descritte ce ne sono altre il cui
 bulbo è realizzato con vetro pressato molto spesso e resistente.
Per questa caratteristica sopportano bene l'umidità e gli sbalzi di
temperatura e sono indicate per gli esterni se montate su porta
lampada stagno.
  • Le lampadine dal bulbo tubolare sono dotate di ancoraggio su
 entrambe le estremità. Il filamento al tungsteno unisce i due an
coraggi di polo opposto. La loro luce è molto gialla e il calore
sviluppato è notevole.
  • Di lampade alogene ne esistono di vari modelli: a basso voltag
gio senza specchio o con specchio argentato interno, ad alto vol
taggio di forma tubolare con doppio ancoraggio alle estremità
(queste ultime possono avere notevoli voltaggi, fino a 2000 W).
Quelle a basso voltaggio sono anche molto piccole e vengono
generalmente utilizzate coi farciti ad incasso e necessitano di un
trasformatore (da non dimenticare in fase di progettazione del
l'impianto elettrico). Quelle ad alto voltaggio sono indicate per
creare l'illuminazione diffusa e indiretta, se rivolte verso il soffit
to, di un intero locale.

Dopo un certo periodo di utilizzo della lampadina la sua luce diminuisce, ma è un fenomeno difficile da percepire; nessuna lampadina ha una durata superiore alle 2000 ore di utilizzo, una lampadina normale ha una durata di 900-1300 ore; ci sono lampade a lunga durata che raggiungono anche le 2300 ore di utilizzo ma la loro luce è inferiore del 15% rispetto a quelle di una lampadina tradizionale di pari voltaggio.
Un ottimo suggerimento è quello di pulire regolarmente dalla polvere appiccicata, utilizzando semplicemente acqua e sapone, le lampadine  una volta fredde, e asciugarle accuratamente prima di rimontarle sul porta lampada.
Le lampade alogene non vanno assolutamente toccate con le dita, l'unto delle mani fa scoppiare il sottilissimo strato di vetro.
Le lampadine fluorescenti sono quelle che erroneamente vengono chiamate neon, la forma è simile ma la produzione della luce avviene in maniera diversa.
Nelle lampadine fluorescenti la luce viene prodotta dai due elettrodi  collocati alle due estremità del tubo mentre in quella al neon è il gas contenuto nel tubo che si illumina, il gas poi si esaurisce e crea l'effetto di segmenti luminosi lampeggianti.


La luce creata dalle lampade fluorescenti è molto bianca, quasi  azzurrina, ed è data dalla colorazione della polvere fluorescente che contiene; si tratta di una luce molto artificiale e lontana dalla colorazione calda e gialla della luce naturale.
Ci sono anche lampade fluorescenti con tonalità calde, per ovviare alla sensazione fredda di quelle normali, ma resta sempre il problema dello sfarfallio impercettibile che affatica la cornea.
Le lampade fluorescenti sono definite anche lampade a risparmio energetico, hanno infatti una durata superiore di almeno dieci volte rispetto alle lampadine a incandescenza e, a parità di luce, il consumo di energia è cinque volte inferiore.
Le lampade fluorescenti, a differenza di quelle a incandescenza, si  scaldano pochissimo ma, appena accese, necessitano di un più o meno breve tempo di riscaldamento per andare a regime con l'illuminazione richiesta.

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