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Blog dedicato al mondo della progettazione d'interni dove potrete trovare informazioni tutili sulla casa e sull'arredamento

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I vari tipi di lampadine

Le comuni lampade a incandescenza sono costituite da un sottile filamento al tungsteno racchiuso in un bulbo di vetro sotto vuoto; la corrente elettrica, attraversando il filamento, lo rende incandescente e produce luce e calore.
Con questa tecnologia vengono realizzate dalle lampadine più piccole per modellismo a quelle per i riflettori che illuminano interi edifici e monumenti.
 Anche il sistema di ancoraggio al porta-lampada varia a seconda del modello di lampadina: può essere a vite, a baionetta, a testa di martello, a pioli o con incastri assiali. Il sistema di ancoraggio è quello che garantisce il contatto elettrico: migliore è l'ancoraggio, minori saranno le vibrazioni impercettibili della luce; l'ancoraggio a vite è quello che garantisce il migliore contatto elettrico.

  • Le lampadine chiare sono quelle di uso comune; la loro corretta
 applicazione è con lampade con diffusore schermato o in posi
zione impedita alla vista per non mettere in contatto visivo diret
to il filamento incandescente e l'occhio e generare una fastidiosa
sensazione di abbagliamento.
  • Le lampade "periate" sono in tutto identiche a quelle chiare ma
 presentano una smerigliatura del vetro del bulbo che migliora la
diffusione della luce e contiene leggermente l'effetto indesidera
to dell'abbagliamento.
  • Le lampade opaline o silicee sono quelle che all'interno si pre
sentano bianche e hanno un'ottima qualità della luce e anche l'ef
fetto di abbagliamento è notevolmente ridotto.
  • Le lampade a calotta argentata hanno dimensioni superiori a quelle
 normali chiare perché raggiungono un diametro di cm 12; costi
tuiscono un lume anche da sole. La luminanza è notevolmente
ridotta dal suo grande volume con notevole diminuzione dell'ef
fetto di abbagliamento.
  • Le lampade con calotta interna argentata oscurano alla vista fron
tale il filamento incandescente e riflettono la luce contro la parete
 creando un effetto di illuminazione indiretta. Sono utilizzate so
prattutto per F illuminazione e la valorizzazione di un oggetto o
un particolare preciso.
  • Ci sono lampade che posseggono un riflettore o uno specchio  incorporato costituito da una particolare argentatura nella porzione interna del bulbo in prossimità del supporto. Il bulbo ha una speciale forma parabolica che, unita all'argentatura, rende il flus so luminoso concentrato e direzionale. E idonea per l'illumina-zionc puntuale e può avere due tipi di fasci luminosi: il fascio più ampio consente un'illuminazione direzionale e uniforme e il fa scio più stretto un'illuminazione intensiva e concentrata su una piccola superficie.
  • Analoghe alle lampadine appena descritte ce ne sono altre il cui
 bulbo è realizzato con vetro pressato molto spesso e resistente.
Per questa caratteristica sopportano bene l'umidità e gli sbalzi di
temperatura e sono indicate per gli esterni se montate su porta
lampada stagno.
  • Le lampadine dal bulbo tubolare sono dotate di ancoraggio su
 entrambe le estremità. Il filamento al tungsteno unisce i due an
coraggi di polo opposto. La loro luce è molto gialla e il calore
sviluppato è notevole.
  • Di lampade alogene ne esistono di vari modelli: a basso voltag
gio senza specchio o con specchio argentato interno, ad alto vol
taggio di forma tubolare con doppio ancoraggio alle estremità
(queste ultime possono avere notevoli voltaggi, fino a 2000 W).
Quelle a basso voltaggio sono anche molto piccole e vengono
generalmente utilizzate coi farciti ad incasso e necessitano di un
trasformatore (da non dimenticare in fase di progettazione del
l'impianto elettrico). Quelle ad alto voltaggio sono indicate per
creare l'illuminazione diffusa e indiretta, se rivolte verso il soffit
to, di un intero locale.

Dopo un certo periodo di utilizzo della lampadina la sua luce diminuisce, ma è un fenomeno difficile da percepire; nessuna lampadina ha una durata superiore alle 2000 ore di utilizzo, una lampadina normale ha una durata di 900-1300 ore; ci sono lampade a lunga durata che raggiungono anche le 2300 ore di utilizzo ma la loro luce è inferiore del 15% rispetto a quelle di una lampadina tradizionale di pari voltaggio.
Un ottimo suggerimento è quello di pulire regolarmente dalla polvere appiccicata, utilizzando semplicemente acqua e sapone, le lampadine  una volta fredde, e asciugarle accuratamente prima di rimontarle sul porta lampada.
Le lampade alogene non vanno assolutamente toccate con le dita, l'unto delle mani fa scoppiare il sottilissimo strato di vetro.
Le lampadine fluorescenti sono quelle che erroneamente vengono chiamate neon, la forma è simile ma la produzione della luce avviene in maniera diversa.
Nelle lampadine fluorescenti la luce viene prodotta dai due elettrodi  collocati alle due estremità del tubo mentre in quella al neon è il gas contenuto nel tubo che si illumina, il gas poi si esaurisce e crea l'effetto di segmenti luminosi lampeggianti.


La luce creata dalle lampade fluorescenti è molto bianca, quasi  azzurrina, ed è data dalla colorazione della polvere fluorescente che contiene; si tratta di una luce molto artificiale e lontana dalla colorazione calda e gialla della luce naturale.
Ci sono anche lampade fluorescenti con tonalità calde, per ovviare alla sensazione fredda di quelle normali, ma resta sempre il problema dello sfarfallio impercettibile che affatica la cornea.
Le lampade fluorescenti sono definite anche lampade a risparmio energetico, hanno infatti una durata superiore di almeno dieci volte rispetto alle lampadine a incandescenza e, a parità di luce, il consumo di energia è cinque volte inferiore.
Le lampade fluorescenti, a differenza di quelle a incandescenza, si  scaldano pochissimo ma, appena accese, necessitano di un più o meno breve tempo di riscaldamento per andare a regime con l'illuminazione richiesta.

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